Savona, maltrattamenti in famiglia: poliziotto a processo

Savona – Maltrattamenti in famiglia. Verso la compagna e il figlio minorenne di lei. Per anni. Ora non vivono più sotto lo stesso tetto. Si sono separati. È la pesante accusa con cui sarà processato a settembre un poliziotto (R.V.), che nega tutto, in servizio negli uffici della Questura.Una vicenda delicata che nei mesi scorsi è approdata sul tavolo del giudice Maurizio Picozzi in sede di udienza preliminare. Dove è stato deciso il rinvio a giudizio del poliziotto. Le indagini sono state dirette dal pubblico ministero Chiara Venturi.

Un calvario fatto iniziare nel 2010 e che sarebbe andato avanti sino al 2015. Tra gli episodi contestati anche le minacce e gli inviti a “non toccare nulla nel frigorifero”. Cene fatte trascorrere con gli occhi bassi. Sino ad arrivare al divieto di consumare troppa carta igienica. Passaggi nella denuncia su cui hanno lavorato gli agenti della mobile. Accuse respinte dall’avvocato difensore Emi Roseo a cui si è affiancato nel collegio difensivo l’ex procuratore capo Vincenzo Scolastico ora avvocato. Nel respingere le accuse, che la linea difensiva fa risalire ad un contesto di dissidi familiari per allontanare l’uomo da casa, l’avvocato Roseo precisa: «Il poliziotto nonostante l’ipotesi di reato non è mai stato sospeso dal servizio e neppure si è visto privare della pistola». Gli esperti della polizia non ne hanno contestato l’idoneità al lavoro.

«Mi sono allontanato io volontariamente da casa dopo la denuncia subita per evitare tensioni. Contro di me c’è solo quello che dice la mia ex convivente, nessuna prova. Nessun abuso, solo tutela di mio figlio appena nato e piccolino da comportamenti che potevano essere pericolosi per lui» ci ha tenuto ad aggiungere il poliziotto insieme a Scolastico.

«Dimostreremo a processo l’infondatezza delle accuse che riteniamo mosse da propositi di rancore e conflitti verso il mio cliente» ha spiegato Scolastico. Il poliziotto si è rifatto una vita con un’altra donna che ha sposato e che gli ha manifestato sostegno e appoggio. La prima udienza il 20 settembre, giudice Emilio Fois

a cura di Maria Parente

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