Coppia dell’acido, Alex Boettcher condannato a 23 anni in appello

MILANO Pena confermata in appello per Alexender Boettcher, l’altra metà della coppia dell’acido: 23 anni di carcere per associazione a delinquere e lesioni gravissime. A marzo 2016 l’ex broker trentaquattrenne è stato ritenuto responsabile, in concorso con l’ex compagna Martina Levato (condannata in appello in un processo collegato a 20 anni di carcere) e con il complice Andrea Magnani, di avere sfigurato con l’acido Stefano Savi e di avere poi tentato di sfregiare allo stesso modo il fotografo Giuliano Carparelli. Alexander ha chiesto «perdono alle vittime», ha «riparato interamente al male che hanno subito», risarcendole con una transazione fuori dal processo per «diversi milioni di euro», e «non gli si può dare, quindi, il massimo della pena come è accaduto in primo grado, ma serve una sanzione giusta», ha concluso la sua arringa l’avvocato Corrado Limentani. Per i giudici 23 anni sono la giusta condanna.
Boettcher, spiega il suo legale, sperava in un verdetto migliore, ma sa bene che deve «espiare una pena» e ha dunque accettato la sentenza con dignità, era preparato a questa eventualità. Per questo episodio Boettcher è già stato condannato in secondo grado a 14 anni di reclusione. Il sostituto pg di Milano Maria Grazia Omboni nella sua requisitoria ha fatto notare che Martina, condannata già a 20 anni in appello per tutti i blitz con l’acido, «non era vittima e succube di Boettcher come ha voluto presentarsi, ma entrambi hanno agito in modo determinato». Per Boettcher era una «perversa ossessione» colpire, assieme alla ragazza, i giovani che avevano avuto rapporti fugaci con lei», come il fotografo Carparelli conosciuto una sera in discoteca. Il sostituto pg ha inoltre chiesto la trasmissione in Procura del verbale delle dichiarazioni rese dall’ex amante Martina Levato, che con Boettcher ha avuto un figlio, affinché si proceda contro il giovane anche per la tentata evirazione di Antonio Margarito in concorso con l’ex studentessa bocconiana. Lo scorso 10 maggio, su richiesta dell’accusa, la Levato è stata ascoltata davanti alla seconda sezione della Corte d’Appello e ha raccontato, come fa da tempo dopo una prima fase di difesa dell’ex fidanzato, che il «piano perverso» delle aggressioni con l’acido – oltre il tentativo di evirazione di Margarito che risale al 2014 come gli altri attacchi – «proveniva» dalla «mente» di Boettcher. Il pg ha chiesto che i giudici escludano il caso Margarito dalla generica accusa di associazione a delinquere contestata al broker e trasmettano il verbale della Levato ai pm per indagare l’imputato anche per concorso nelle lesioni al giovane studente, che aveva avuto una relazione fugace con l’ex bocconiana. La procura generale, in sostanza, vuole che a carico di Boettcher parta un nuovo procedimento in concorso con la giovane. Questo episodio non era contestato come fatto specifico al broker ma rientrava nell’associazione a delinquere.

a cura di Maria Parente

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