Addio a Renzi:Berlusconi seppellisce il Nazareno-bis e chiama a raccolta tutto il Centrodestra

Solo due mesi fa, all’indomani di un’intervista in cui Silvio Berlusconi aveva proposto al Pd un patto sul sistema elettorale tedesco e le elezioni anticipate in autunno, un coro quasi unanime aveva decretato la resurrezione solenne del Patto del Nazareno. I più avevano letto la mossa dell’ex-Cavaliere come l’inizio delle grandi manovre che, dopo le Matteo_Renzi_6.jpgPolitiche, lo avrebbero visto assieme a Renzi dare vita a un esecutivo di responsabilità nazionale declinato in chiave antipopulista. In poche settimane, come spesso accade in politica, lo scenario è completamente mutato, complice l’agguato grillino in Parlamento sulla legge elettorale che ha fatto tramontare l’ipotesi di voto autunnale, ma soprattutto il sorprendente exploit della coalizione di centrodestra alle Amministrative, col clamoroso risultato di Genova che sembra avere fatto definitivamente pendere la bilancia dalla parte di chi, come il governatore della Liguria Toti, non aveva mai smesso di perorare la causa dell’alleanza con Matteo Salvini. Che infatti ha manifestato immediato gradimento per le parole di Berlusconi, soprattutto per la parte in cui quest’ultimo ha affermato di non avere alcuna intenzione di fare alleanze col Pd o “al di fuori del centrodestra” né prima né dopo le elezioni e che “l’alleanza con la Lega non è mai stata in discussione” perché Forza Italia e la Lega “hanno lo stesso programma”.Il leader del Carroccio, impegnato a Piacenza nella conferenza programmatica del suo partito, ha salutato come una “buona notizia” la presa di distanze di Berlusconi da Renzi, senza però sottacere i temi dove ancora esiste attrito, a partire dal disaccordo sul sistema elettorale (laddove il leader di FI ha ribadito la netta opzione per il proporzionale), e la leadership della coalizione, che trascina con sé la questione del candidato premier, ruolo a cui Salvini pare non voler ancora rinunciare. A Berlusconi che insiste nella ricerca di un candidato esterno alla coalizione, Salvini replica che “non occorre andare a cercare all’estero qualcuno che possa governare questo paese” e che “mi interessa che ci sua una squadra con un progetto”.Ma al di là del contenzioso sulla guida della coalizione, il vero scoglio da superare, per l’ex-Cavaliere, sarà far digerire a Salvini il ritorno a pieno titolo nel centrodestra (auspicato nell’intervista) dei centristi di Ap, nel cui campo è stato l’ormai attivissimo ministro degli Affari Regionali Enrico Costa a distinguersi, accogliendo l’intervista di Berlusconi con toni quasi entusiastici, parlando di “ottima notizia”. Costa sembra quasi incalzare lo stesso Alfano, quando chiede di “rompere gli indugi e costruire un ponte” verso il centrodestra “vasto ed inclusivo” che ha in mente l’ex-Cavaliere. Certo è che le iniziative del parlamentare piemontese non nascono mai senza l’avallo del ministro degli Esteri. In quest’ottica, il veto posto dal ministro (che gode tra l’altro di un ottimo rapporto con Giovanni Toti) sulla fiducia allo ius soli e, in generale, l’avversione di Ap per il provvedimento, potrebbero facilitare il lavoro di Berlusconi, che evidentemente sente di non aver perso lo smalto del federatore che compì il miracolo di vincere le elezioni mettendo assieme la Lega secessionista di Umberto Bossi e i post-fascisti di Alleanza Nazionale.

a cura di Maria Parente
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