Siccità: procura di Civitavecchia indaga su crisi idrica del lago di Bracciano

La procura di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta sulla grave crisi idrica che ha colpito il Lazio. I militari del Nucleo operativo ecologico sono stati dunque inviati negli uffici di Acea Ato 2 in piazzale Ostiense a Roma per notificare un avviso di garanzia per inquinamento ambientale e sequestrare documenti.

“Con riferimento alla criticità ambientale che sta interessando il lago di Bracciano, oggetto negli ultimi giorni di enfasi mediatica, si rappresenta che sono state presentate più denunce alla Procura della Repubblica di Civitavecchia che ha delegato le indagini ai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Roma – si legge nella nota – disponendo la contestuale esecuzione di una perquisizione locale, previa notifica di avviso di garanzia per inquinamento ambientale, presso gli uffici di Acea Ato 2 S.p.A. siti a Roma in piazzale Ostiense numero 2, al fine di sequestrare documentazione relativa alla captazione di acqua dal bacino lacustre”.

Qualche giorno fa era stato convocato un vertice in Campidoglio per cercare di risolvere la battaglia dell’acqua al quale hanno partecipato i dirigenti di Acea, la sindaca della Capitale, Virginia Raggi e l’assessore alle Infrastrutture della Regione Lazio Fabio Refrigeri. Nel frattempo la multiutility controllata dal Comune di Roma ha presentato ricorso al tribunale delle Acque – notificato sia alla Regione che ai Comuni del lago – contro la decisione del governatore Nicola Zingaretti di fermare i prelievi da Bracciano, ai minimi storici a causa della siccità di questi mesi.

Proprio da quella decisione, presa una settimana fa, è iniziata la ‘battaglia dell’acqua’ per la Capitale che – in teoria – da venerdì 28 luglio rischia una turnazione per quartieri della fornitura che coinvolgerebbe circa 1,5 milioni di romani. Da una parte il presidente della Regione con i suoi perentori “il problema è grave” e “l’acqua del bacino sta finendo”, dall’altra Acea che ha bollato come “illegittimo” l’atto unilaterale di Zingaretti. Mentre già in 20 comuni laziali, l’acqua veniva razionata. In mezzo, adesso, spunta l’indagine della procura di Civitavecchia.

a cura di Maria Parente

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