Palermo, il boss del pizzo va ai domiciliari. Fuochi d’artificio in strada per festeggiarlo

Fuochi d’artificio in strada per salutare il ritorno a casa (agli arresti domiciliari) di un esattore del pizzo molto particolare, Maurizio De Santis, il titolare del ristorante “Il Bucatino”. Fuochi d’artificio che qualche giorno fa hanno bloccato un incrocio parecchio trafficato della grande periferia orientale di Palermo, fra Settecannoli e Brancaccio, dove il 19 luglio è scattato l’ultimo blitz antimafia. Ora, i fuochi d’artificio per l’insospettabile esattore del pizzo vicino al clan di Porta Nuova sono finiti su Facebook. Amara beffa, perché i mortaretti sono stati piazzati in una strada, la via Bazzano, quasi all’incrocio con via padre Giuseppe Puglisi, il parroco ucciso dalla mafia nel 1993; la casa del sacerdote che la chiesa ha fatto beato è a poca distanza, meta di pellegrini che arrivano da tutte le parti d’Italia. De Santis abita di fronte all’incrocio, nel suo appartamento sconterà altri tre anni ai domiciliari, e quell’incrocio doveva essere il teatro della sua festa.

A Palermo sta diventando una tradizione quella dei fuochi d’artificio per festeggiare i domiciliari o i «fine pena» dei mafiosi e dei loro fiancheggiatori. Anche perché le scarcerazioni eccellenti si sono susseguite negli ultimi tempi, sono 63 ha comunicato nei giorni scorsi il prefetto Antonella De Miro alla commissione parlamentare antimafia in trasferta in città. E dopo ogni scarcerazione eccellente aumenta il rischio che Cosa nostra si riorganizzi.De Santis è il genero di Luigi Salerno, storico affiliato della famiglia di Porta Nuova. Nel 2014, i carabinieri del nucleo Investigativo arrestarono anche suo figlio Giovanni: quel bel ristorante che gestivano nel centro di Palermo l’avevano strappato a forza di minacce a una coppia di onesti imprenditori. De Santis è il prototipo dell’insospettabile fiancheggiatore di mafia, tanto gentile con i clienti al ristorante, tanto arrogante con i commercianti a cui ha imposto la tassa mafiosa. Due anni fa, i finanzieri del Gico del nucleo di polizia tributaria hanno sequestro a lui e al suocero beni per 10 milioni di euro.

a cura di Maria Parente

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