Il reato si estingue se si ripara ai danni

Dal 3 agosto gli imputati per reati procedibili a querela potranno vedersi estinto il reato se saranno capaci di dimostrare il ravvedimento tramite condotte riparatorie, tra cui anche il pagamento di somme a titolo del risarcimento del danno. E potranno farlo anche se la condotta sia adottata dopo l’apertura del dibattimento di primo grado.
Chi compirà furti in appartamento, invece, sconterà una pena più alta; e potrà assistere al dibattimento ma «a distanza» se è imputato per reati di associazione mafiosa, terrorismo e droga.
Coloro che hanno presentato ricorso in Cassazione contro sentenze penali rischieranno caro: in caso di pronuncia di inammissibilità e anche rigetto (se il giudice lo ritenga) saranno multati con sanzioni salate (fino a 6 mila euro). Ulteriore deterrente a non presentare ricorso, insieme al divieto, dal 3 agosto, di agire personalmente, senza l’assistenza di un avvocato cassazionista.
Entra in vigore, infatti, il 3 agosto la riforma penale, cosiddetta «Orlando», contenuta nella legge 103/2017 (Gazzetta Ufficiale n. 154 del 4 luglio).

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