Pallottole intinte nel sangue di maiale: la ricetta di Trump contro il terrorismo islamico

103666044-RTX2AQXH.530x298.jpgWASHINGTON – La ricetta di Donald Trump per fermare il terrorismo islamico è sparare ai terroristi con pallottole intinte nel sangue di maiale. Lo fece, sostiene Trump, alla fine dell’Ottocento il generale americano John Pershing nelle Filippine, dove era in corso una ondata di terrorismo islamico anti cristiano, un po’ come oggi. In America sono insorti contro Trump: è una bufala. Trump la tirò fuori in campagna elettorale. L’ha rilanciata con un tweet dopo l’attentato di Barcellona.Durante la campagna elettorale, parlando in un comizio nel Sud Carolina, Trump chiese: “Sapete come fece Jack Pershing? Catturò 50 terroristi. Prese 50 dei suoi militari e 50 proiettili. Poi intinse i proiettili nel sangue di un maiale. Lui prese un fucile, così fecero i suoi uomini. Allineò i terroristi contro un muro. Pershing e i suoi spararono. Ne uccisero 49 Al cinquantesimo disse: Torna dalla tua gente e di’ loro cosa è successo”.

All’origine della invenzione di Trump o di qualche suo consulente c’è un’altra probabile leggenda, pubblicata nel 1927 dal Chicago Tribune. Secondo il giornale, Pershing si limitò a spruzzare alcuni prigionieri musulmani con sangue di maiale. Secondo la loro setta, questo avrebbe condannato le loro anime al fuoco eterno. La Chicago Tribune non parlò di esecuzione, ma la storia ha ancor più il sapore di goliardata o come si direbbe oggi di fake o bufala.Donald Trump ha citato il generale americano John Pershing facendo leva sulla leggenda che avvolge le gesta del militare secondo cui, durante la Guerra filippino-americana del 1899-1902, fu talmente duro con ‘terroristi’ musulmani da debellarne la minaccia per decenni, lo porta ad esempio di efficacia per la lotta odierna al terrorismo.John Joseph “Black Jack” Pershing (Laclede, 13 settembre 1860 – Washington, 1 5 luglio 1948) è stato un generale statunitense. Pershing fu a capo della spedizione statunitense nella prima guerra mondiale ed è considerato il mentore di una generazione di generali americani che combatterono nella Seconda guerra mondiale come George Marshall, Dwight Eisenhower, Omar Bradley e George Smith Patton. Con George Washington è stato l’unico soldato a raggiungere il massimo grado militare statunitense, quello di General of the Armies of the United States.

a cura di Maria Parente

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