Napoli, sanità nel caos:trovato cadavere di un uomo nel bagno del Cardarelli

images.jpgNAPOLI – La sanità partenopea è nel caos totale e scatta l’emergenza: solo una settimana fa all’ospedale di Loreto Mare il giovane Antonio Scafuri è morto dopo 4 ore di attesa al pronto soccorso, nonostante quel codice rosso che richiedeva un trasferimento urgente. E ancora,come non citare l’episodio delle formiche nel letto della paziente all’ospedale San Paolo? Questi sono solo alcuni dei casi di malasanità che allarmano il capoluogo campano.

La Asl di Napoli 1, guidata dal manager Mario Forlenza, ha provveduto a rimuovere il direttore sanitario dell’ospedale Loreto Mare dal suo incarico. Una rimozione, quella di Rosario Lanzetta, che è direttamente collegato ai problemi organizzativi dell’ospedale e a dalla morte di Scafuri a metà agosto. E intanto Felice Naddeo sul Corriere della Sera racconta l’ultimo episodio, stavolta all’ospedale Cardarelli, dove una paziente ha trovato un cadavere abbandonato in un bagno. Secondo le accuse il corpo sarebbe rimasto per 3 ore abbandonato nella toilette del reparto su di una barella e coperto da un lenzuolo.

La versione dei dirigenti dell’ospedale però è diversa da quella fornita dai pazienti:“Per i vertici dell’ospedale napoletano, il cadavere era stato trasportato dal reparto all’interno della medicheria, come spesso accade prima del trasferimento all’obitorio. E la donna non era autorizzata ad entrare all’interno della stanza dove si trovava la barella. Inoltre, secondo i dirigenti del Cardarelli, il cadavere sarebbe rimasto in quell’area solo pochi minuti”Il direttore del Cardarelli, Ciro Verdoliva, annunciando l’apertura di una indagine interna, tenta però di ridimensionare l’accaduto fornendo una versione diversa rispetto a quella della paziente e della figlia di un’altra ricoverata. «Noi – ha precisato Verdoliva, intervistato da Rainews 24 – sicuramente avvieremo un’inchiesta interna. Ho già avuto la cartella clinica. Siamo molto attenti su queste cose. Ci sono le condizioni, anzi, per un’interruzione di servizio. Probabilmente le persone non avevano l’orologio puntato all’ora giusta o hanno fatto un racconto, diciamo così, con un po’ di colore. Siamo molto dispiaciuti di questo attacco. Da quello che mi hanno raccontato, non è affatto vero»”.

a cura di Maria Parente

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