Monopoli,evento da venticinque milioni di euro: nozze a “sei stelle” per la giovane coppia Sutton-Cohen

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Un matrimonio degno delle favole più belle per Renée Sutton e Eliot Cohen.che ho definito a “sei stelle”,q per l’appunto richiamando la stella di David(a sei punte),simbolo  di religiosità e civiltà ebraica. Un evento sfarzoso per la giovanissima coppia ebraica : lei,Renée,21 anni, figlia di Jeff Sutton nonché il 522esimo uomo più ricco al mondo con un patrimonio da 3,6 miliardi di dollari, si colloca poco davanti al presidente Donald Trump che occupa la posizione 544.  Eliot passa per un momento in secondo piano, almeno per il conto in banca, in quanto i genitori sono ‘solo’ proprietari di un’azienda farmaceutica.

Alle 18 la carrozza si è fermata davanti al tradizionale baldacchino dove viene celebrato il matrimonio ebraico. Un panorama singolare accoglie sposi e invitati,  il bianco e argento del lido Santo Stefano a Monopoli, il sole al tramonto che incendiava di arancione il profilo dell’abbazia, i giochi d’acqua che toccavano il cielo come sospinti da un folletto divino, mentre Lady Gaga, la super star avvistata sopra uno yacht, si preparava al concerto dato per l’occasione.La festa, inaugurata da cinque party e da un brindisi alle 16, si è svolta secondo un cerimoniale ortodosso. I due sposini si sono incamminati su teli bianchi fino alla chuppah, coperta da un drappo rosso, eretta al termine di una piattaforma che sfiorava il mare, mentre suonavano le shofar, le trombe araldiche udite anche dall’esterno. Ad accogliere la coppia di Renée ed Eliot più di 400 ospiti arrivati con tre voli privati della United Airlines, mentre tutto intorno splendidi gigli, tulipani e fiori di campo, giunti con otto tir, disegnavano un eden variopinto e profumato.Un’organizzazione che spiazza persino i paparazzi : all’interno del resort c’erano 35 fotografi ufficiali ingaggiati personalmente dalla famiglia, 300 guardie sorvegliavano che tutto filasse liscio non solo sulla spiaggia ma anche nelle location a cinque stelle (Borgo Egnazia, Savelletri e Fasano) che accoglievano gli ospiti.

Terminato il rito, poco dopo le 19,30, banchetto allestito secondo le regole kosher, con un menù da 20 pagine. Da giorni i cuochi erano al lavoro su tre gruppi di alimenti, ricette a base di latte, rigorosamente separate dai piatti di carne, a loro volta distinti rispetto a frutta, verdura e pesce. Le pietanze sono state preparate da uno staff di 50 persone di uno dei più importanti catering kosher di New York, coordinate dallo chef di Borgo Egnazia, Domenico Schingaro. Fuochi d’artificio, poi tutti in frenetica attesa che spuntasse dal mare la super-ospite: lady Gaga, era lei la superstar per il concertone finale. Il conto finale presentato a papa Jeff? Niente che lo potesse spaventare: solo venticinque milioni di dollari.

a cura di Maria Parente

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