Il 2017 segna la svolta del progresso scientifico :un neurochirurgo italiano effettuerà il primo trapianto di testa

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Sergio Canavero, Neurochirurgo delle Molinette a Torino

“Da qualche parte, qualcosa di incredibile è in attesa di essere scoperto”: con questa espressione,ad oggi annoverata tra gli aforismi più quotati che riguardano l’ambito scientifico, Carl Sagan, astronomo, divulgatore scientifico e autore di fantascienza statunitense sembra voler profetizzare ciò che da qui a poco sta per accadere: è nel dicembre 2017 che un neurochirurgo italiano, Sergio Canavero effetterà il trapianto di testa in collaborazione con il neurochirurgo cinese Xiaoping Ren, che opera presso la Harbin Medical University. L’operazione, dalla durata di circa 36 ore e dal costo stimato di oltre 11 milioni di euro, dovrebbe venire eseguita in Cina. Il team sarà composto da almeno 150 medici specializzati, che divisi in due gruppi dovranno occuparsi a tempo pieno sia del donatore che del ricevente. E’ ovvio che,per un’operazione così complessa sono richiesti dei preparativi molto accurati. Il donatore dovrà essere un paziente cerebralmente morto, selezionato in base alla sua altezza, alla corporatura e al profilo immunologico.Quando ,donatore e ricevente saranno pronti, verranno sottoposti ad anestesia totale e collegati a dei macchinari che conserveranno la loro attività cerebrale e cardiaca. A questo punto, i loro corpi verranno portati alla temperatura di -15°, affinché tutte le funzioni vitali vengano ridotte al minimo. Ad offrirsi volontario per questo trapianto sperimentale è il 31enne russo Valery Spiridonov.L’uomo soffre di una grave patologia muscolare neurodegenerativa chiamata malattia di Werdnig-Hoffmann – una forma di atrofia muscolare spinale.La malattia provoca il deterioramento dei neuroni motori, il ché comporta la paralisi muscolare completa. La degenerazione della patologia arriva ad impedire la deglutizione e la respirazione del malato.

L’operazione ,dopo aver terminato le fasi preliminari,prenderà corpo con la decapitazione dei due corpi. La parte più delicata sarà il taglio dei midolli spinali del donatore e del ricevente dopodiché i medici avranno solamente un’ora di tempo per procedere con il trapianto e innestare la testa di Spiridonov sul corpo del donatore. Qui il problema principale consiste nel fondere insieme il midollo spinale della testa e quello del corpo. Per poter realizzare la fusione,il neurochirurgo Canavero si servirà di una sostanza chiamata glicol polietilenico, che favorisce la perfusione dei due segmenti di midollo : sarà questa sostanza a fare del trapianto un successo, rispetto ad altri precedentemente falliti. Al termine dell’operazione, sarà necessario molto tempo per il completo recupero del paziente. Se tutto andrà come previsto, Spiridonov verrà tenuto in coma farmacologico per circa un mese, per evitare movimenti che possano compromettere l’operazione.Durante questo periodo, il paziente verrà sottoposto ad una serie di scariche elettriche con l’obiettivo di stimolare la crescita delle connessioni nervose e il loro successivo rafforzamento.A questa procedura sperimentale verranno affiancate quelle classiche, ovvero il ricorso a farmaci anti-rigetto. Al termine del periodo di coma, Spiridonov verrà risvegliato e sarà sottoposto ad un lunghissimo percorso di riabilitazione.In caso di riuscita del trapianto, il volontario potrebbe ricominciare a camminare già 3/4 mesi dopo l’operazione.

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Valery Spridonov e il Dott. Sergio Canavero

Tra le principali difficoltà presentate dall’ambiziosa operazione spicca la capacità di mantenere in vita il cervello durante il trasferimento della testa da un corpo all’altro. Ma anche il riuscire a connettere i due segmenti di midollo e, naturalmente, evitare il rigetto. Lo scorso anno un team guidato da Xiaoping Ren, presso la Harbin Medical University, è riuscito a trapiantare la testa di una scimmia su un nuovo corpo. L’incredibile risultato è stato quello di aver ricollegato i vasi sanguigni in modo da permettere il circolo del sangue tra le due parti.L’intervento è avvenuto portando la testa della scimmia ad una temperatura di -15°. Questo accorgimento ha permesso al cervello di mantenere inalterate le attività cerebrali dell’animale. La scimmia è infatti sopravvissuta per 20 ore dopo l’operazione, senza alcun danno neurologico. Per quanto riguarda invece la riconnessione del midollo spinale, Canavero si rifà ad alcuni studi dei primi anni 2000:è stato dimostrato che l’utilizzo di glicol polietilenico (PEG) favorisce la riparazione della guaina mielinica e quindi accelera la guarigione da danni spinali. Si ritiene dunque che l’applicazione di questa tecnica, affiancata da altre quali la stimolazione del midollo spinale e l’utilizzo di un dispositivo a pressione negativa, possa rivelarsi un grande successo nel trapianto di testa su un essere umano.

a cura di Maria Parente

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