Rivoluzione in Arabia Saudita: dall’anno prossimo le donne potranno guidare

download.jpgE’ bastato un decreto ,per il re Salman,per rivoluzionare il ruolo della donna in Arabia Saudita: ebbene si,dal nuovo anno le donne saudite potranno prendere la patente e guidare autonomamente.”Questa è una grande vittoria per noi”, ha commentato con soddisfazione Latifa Shaalan del Consiglio della Shura ad Al Arabiya. “Abbiamo combattuto per decenni su questo tema, e ogni volta ci veniva detto che non era il momento giusto”. Un enorme passo in avanti per le saudite, obbligate finora a spostarsi in auto solo con un autista o con un uomo della loro famiglia. La voglia di cambiamento era partita nel 2013, quando una decina di donne decisero di sfidare apertamente le rigide regole mettendosi alla guida. Fermate dalla polizia religiosa vennero multate.Dalla sua salita al trono nel gennaio del 2015 re Salman ha avviato una serie di riforme che hanno riguardato anche l’universo femminile. Solo due giorni fa, e per la prima volta nella storia, l’Arabia Saudita ha infatti permesso alle donne di andare allo stadio per prendere parte alle festività in occasione dell’87esimo anniversario della fondazione del regno. In Arabia Saudita non ci sono specifiche leggi che vietano alle donne di poter accedere a tali servizi, tuttavia alcuni organi ed uffici governativi richiedono che la richiesta venga presentata dal compagno. Un altro grande cambiamento storico si ebbe a fine 2015 quando le saudite ebbero finalmente la possibilità di partecipare come candidate ad una tornata elettorale quella per i consigli municipali, che per la prima volta ha visto riconosciuto il loro diritto di voto e di elezione. Nel regno ultra conservatore rimangono ancora tanti tabù per le donne: sono infatti costrette a indossare, secondo una rigida interpretazione del precetto islamico, una tunica nera che lascia scoperti solo gli occhi. Inoltre restano ancora le restrizioni sulla libertà di movimento, di viaggiare da sole oltre alla rigida separazione dei sessi in tutti gli ambiti pubblici, tranne che in quello familiare.

a cura di Maria Parente

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