L’autrice Angela Procaccini si racconta:”Sono vicina alle donne,mi immedesimo nelle loro storie”

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Una persona dalla forza straordinaria e dotata di una umiltà poco comune:dunque ,non è da tutti i giorni avere l’opportunità di confrontarsi con una Donna dalle qualità eccelse e dai grandi meriti che ,con grazia e modestia,racconta di sé e del suo libro intitolato “D”,edito da Graus Editore e con la prefazione di Bianca Berlinguer. Ho avuto l’onore di poter intervistare per il quotidiano on-line “La Notte” la Prof.ssa e autrice Angela Procaccini a seguito della partecipazione al talk show “Giudicate Voi”,in onda domenica sera,ore 20.00,ch. 274 d.t. Segue l’intervista.

D”Un titolo apparentemente semplice che però riguarda una realtà complessa. Qual’ è il significato che ha attribuito a questa lettera?Il titolo è emblematico,ho voluto mettere una sola lettera che fosse identificativa della Donna che è il perno attorno cui ruotano i sette racconti. “D”come dolore,dramma,disperazione ma anche dignità e determinazione aggettivi che connotano la donna, di oggi e di tutti i tempi .”

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Ieri più di oggi,poiché la donna non sembra più disposta ad avvalorare la sua dignità. “Questo accade perché l’uomo non riesce ad accettare il fatto che la donna possa avere le sue stessa capacità ,non ha saputo reagire alla crescita della donna ma oggi ,più di ieri,l’uomo dovrebbe farsene una ragione.”

Mi ha appena detto che la partecipazione al talk show “Giudicate Voi” è stata per Lei un’ esperienza positiva. Quale dei sette racconti si avvicina più di altri al tema trattato,ovvero l’abuso sui minori? Il bottoncino di madre perla bianca” è il primo dei sette racconti ed elabora la storia di un abuso sessuale. In ogni racconto comunque mi calo nella figura femminile come se stessi vivendo personalmente quel dramma,altrimenti non potrei parlarne con lo spirito giusto.”

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Dott.ssa Maria Parente(AUGE)con la Prof.ssa Angela Procaccini

Chi sono le protagoniste che hanno dato vita ai suoi racconti?”Sono tutte donne com’è chiaro,con caratteristiche differenti e soprattutto di diversa età e estrazioni sociali,accomunate da un dramma che ha segnato la loro vita. In particolare i lettori ,nel libro D,incontreranno :la diciottenne vanitosa, la ragazza anoressica, la bambina violata, la donna tradita, la donna sofferente per una scelta difficile, l’immigrata dalla Tunisia che esprime la sua odissea per mare… tutte, ripeto, tutte hanno profondità di sentire, esperienza di dolore, capacità di résilience, desiderio di riscatto e di rinascita, luce di amore. E variegato è anche il panorama di sentimenti che riempiono la vita di queste protagoniste: amore, solitudine, abbandono, violazione, ricordo, depressione, speranza, riscatto.”

 

La Prof.ssa Procaccini si apre poi all’intervista parlando del suo immenso dolore,ovvero la perdita della figlia Simonetta Lamberti (Napoli, 21 novembre 1970 – Cava de’ Tirreni, 29 maggio 1982)  uccisa da un sicario della camorra nel corso di un attentato il cui obiettivo era il padre, il giudice Alfonso Lamberti, procuratore di Sala Consilina, con il quale stava rincasando in auto a Cava de’ Tirreni dopo una giornata trascorsa al mare. L’unico sopravvissuto del commando Antonio Piganataro aveva fatto riaprire le indagini confessando modalità, finalità e nomi degli esecutori materiali del delitto, tutti deceduti.

“La morte di Simonetta è stato un duro colpo. Nessuna madre al mondo dovrebbe poter provare una tale dolore. Non avevo idea di come affrontare la perdita di una figlia, pensavo che l’unico modo per uscirne fosse chiudermi in me stessa ed invece ho trovato nella scrittura una valida ancora di salvezza:la poesia mi ha aiutato tanto,consideravo quest’ultima come una valvola di sfogo perché in effetti non avevo elaborato il dolore poi gradualmente e con il passare degli anni,sono riuscita ad affrontarlo grazie all’amore dei miei figli e dei giovani con cui sono stata a contatto: essendo una insegnante,posso affermare di aver trascorso la vita tra gli adolescenti. Chi mi conosce percepirà quanto di me c’è in alcuni racconti. La scrittura per me è, oltre che catarsi liberatoria, anche un tentativo di preservare la memoria. Il racconto intitolato “La fontana del cortile” ,aiuterà i lettori a capire chi è Angela oggi e quanto perdita di Simonetta ha inciso sulla mia esistenza.”

 

Angela Procaccini si è resa protagonista di un gesto coraggioso ed esemplare accogliendo la richiesta di perdono che Antonio Pignataro le aveva rivolto prima con una lettera, poi incontrando la donna nell’udienza di apertura del processo.

 

a cura di Maria Parente

 

 

 

 

 

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