Catalogna,le banche prendono distanza dalla scelta indipendentista

immagini.quotidiano.jpg

Non tardano ad arrivare le conseguenze a livello finanziario del sogno indipendentista della Catalogna:una delle maggiori banche catalane, Banco Sabadell, ha convocato una riunione in cui è stato formalizzato il trasferimento della sede,alla vigilia dalla dichiarazione di indipendenza. Il Consiglio di amministrazione ha approvato nel pomeriggio di ieri il trasferimento ad Alicante, nella regione di Valencia, come confermato a ‘La Vanguardia’.Dopo una riunione straordinaria, i vertici della seconda banca catalana hanno preso la decisione senza attendere lunedì, quando il presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, promette di proclamare l’indipendenza della Catalogna. “Si tratta di una decisione tecnica e non politica – ha affermato una fonte della Banca a ‘El Mundo’ – l’obiettivo è proteggere i nostri clienti e azionisti”. Ancora prima di essere formalizzata, la decisione è piaciuta ai mercati: la banca aveva perso il 5% ieri in Borsa, me è risalita del 3% dopo che la notizia è trapelata sui media.

PER L’UE ESISTE LA SPAGNA-Il commissario Ue all’Economia, Pierre Moscovici d’altronde era stato chiaro: «Una nuova repubblica sarebbe fuori dall’Unione europea. Conosciamo un solo membro: la Spagna». I titoli del Banco Sabadell e della Caixa avevano perso quota nei giorni scorsi, così hanno annunciato, con una certa fretta, il cambio di sede. Il Sabadell si sposta ad Alicante, nella Comunità valenciana, mentra la Caixa deciderà oggi la nuova sede, con tutta probabilità nelle isole Baleari. Il motivo: evitare la fuga di capitali, che già si intravedeva e rassicurare gli azionisti. La fuga di Sabadell e Caixa è pane per i denti del governo spagnolo che, non a caso, prepara un decreto che facilita l’esodo dalla Catalogna delle aziende in caso di secessione. A Barcellona e dintorni sono tantissime le aziende straniere, le quali cominciano ad agitarsi. Secondo il «der Spiegel», le imprese tedesche, Seat, Bayer, Siemens e Basf, starebbero pensando di andarsene in caso di secessione.

TURISMO IN FORTE CROLLO-Altro fronte in bilico in questi giorni instabili è il turismo. Barcellona, dopo aver battuto tutti i primati di visitatori stranieri, comincia a soffrire un calo improvviso. L’allarme l’hanno dato le associazioni degli albergatori che parlano di perdite del 10% di turisti, pari a 72.000 persone al giorno.  L’ala sinistra della coalizione ne approfitta per dichiarare: «Le banche ci boicottano, è ora di creare un istituto pubblico catalano». Ma i guai in casa indipendentista arrivano anche dal fronte legale. Il Tribunale costituzionale, grazie a un ricorso del Partito socialista catalano, ha sospeso la seduta di lunedì nella quale sarebbe stata approvata la dichiarazione unilaterale di indipendenza. Una mossa a sorpresa che costringe la presidente della Camera Forcadell all’ennesima forzatura del regolamento. Ma tra i deputati della maggioranza si ritiene che alla fine l’ostacolo verrà superato. Più difficile sarà trattenere le banche.

 

a cura di Maria Parente

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: