Pd propone Rosatellum: ecco le differenze con il Matterellum

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ROMA – In molti si chiederanno cosa sia il Rosatellum: quello a cui pensa il Pd è più che altro un Mattarellum corretto,ma le differenze non mancano e sono sostanziali.

COM’ERA IL MATTARELLUM
Il sistema elettorale in vigore in Italia dalla fine della prima repubblica fino al 2001 (sarà abolito dal Porcellum, con cui si voterà nel 2006, nel 2008 e nel 2013) era un sistema nettamente separato, in cui la quota proporzionale e quella maggioritaria non si parlavano. Il 75% dei deputati (472 seggi) era scelto in collegi uninominali dove veniva eletto il candidato più votato con il sistema first past the post: basta un solo voto più degli avversari e non serve una soglia minima per essere eletto.
Il restante 25% dei deputati (158 seggi) veniva invece attribuito in senso proporzionale, con listini bloccati e uno sbarramento del 4%. Quindi se un partito otteneva il 50% dei voti nel proporzionale, eleggeva 79 deputati. A cui si aggiungevano quelli eletti nei collegi uninominali.
LA ‘CORREZIONE’ DEL PD
Il Partito Democratico invece propone una correzione in senso proporzionale del Mattarellum. Con il Rosatellum sarebbero eletti il 50% dei deputati in collegi uninominali e il 50% con il proporzionale appunto, portando la soglia di sbarramento al 5%.

Alla Camera i 630 seggi sarebbero assegnati come segue:

  • 303 in collegi uninominali
  • 303 in piccoli collegi plurinominali
  • 1 collegio uninominale per la Val D’Aosta
  • 8 collegi uninominali +  3 seggi con recupero proporzionale per il Trentino Alto Adige
  • 12 nella circoscrizione estero

Al Senato i 315 seggi si dividerebbero così:

  • 150 in collegi uninominali (il Molise costituisce un unico collegio)
  • 150 in piccoli collegi plurinominali
  • 1 collegio uninominale per la Val D’Aosta
  • 6 collegi uninominali + 2 seggi con recupero proporzionale per il Trentino Alto Adige
  • 6 nella circoscrizione estero

Come nel Mattarellum, i 303 candidati più votati in ogni collegio uninominale (312 considerado anche Val D’Aosta e T.A.A.) alla Camera (o i 157 del Senato) otterrebbero direttamente il proprio seggio, anche se avessero ottenuto un solo voto più del loro diretto avversario. E’ la logica anglosassione del first past the post.

a cura di Maria Parente

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