Sicilia,così si spiega il disastro Pd

ROMA – Votare una lista o un partito e poi votare un candidato presidente non collegato a quella lista o a quel partito. Si chiama voto disgiunto ed è stato il vero protagonista delle elezioni siciliane. Guardando infatti i voti dati ai candidati presidenti e quelli presi dai partiti, c’è qualcosa che non torna. Per esempio Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle è arrivato secondo e ha preso 722.555 voti (34,70 %). Ma la lista M5S ha preso il 26,70% (513.359 voti). Se ne deduce che il candidato Cancelleri ha preso voti, a anche tanti (209.196), da qualcuno che ha votato per un partito della coalizione di centrosinistra o di centrodestra, ma non per il rispettivo candidato.FIP7HG8U5992-k3iD-U1101882175144HdG-1024x576@LaStampa.it

Chi è stato a votare centrodestra o centrosinistra e poi a scegliere il candidato presidente di M5S? Molto probabilmente parte dell’elettorato di centrosinistra. Guardando i numeri la spiegazione non è delle più difficili. Se da una parte Cancelleri ha preso molti voti in più della lista M5S, lo stesso non si può dire del candidato del centrosinistra Fabrizio Micari. Micari ha preso 388.886 voti (18,70%). La coalizione di centrosinistra ne ha presi 488.039. In pratica 100.000 voti in più, ovvero 100.000 elettori che hanno votato per il Pd o per un altro partito della coalizione, ma che poi non hanno scelto Micari, bensì Cancelleri. La certezza che abbiano votato Cancelleri ovviamente non c’è, ma è lui l’unico candidato ad aver preso così tanti voti in più rispetto alla sua lista di appartenenza.

Ma perché un elettore vota per un partito e non per il candidato Governatore che lo rappresenta? I fattori sono molteplici. Il primo è quello che non ha nulla a che fare con le strategie politiche di un elettorato ed è prassi comune nelle elezioni regionali o comunali: io voto tizio ma nella lista di un altro partito o coalizione c’è un parente, un amico, un conoscente…

Con il Rosatellum 2.0 non è previsto il voto disgiunto ed è quindi difficile trasporre questa pratica siciliana sul piano nazionale. Quel che è certo è che Fabrizio Micari è stato “tradito” dal voto disgiunto. Tutto fa pensare che gli appelli al “voto utile” lanciati in campagna elettorale abbiano danneggiato Micari e premiato Cancelleri, beneficiario di consensi provenienti da un pezzo di elettorato di centrosinistra. È lo stesso candidato di centrosinistra a illustrare il ragionamento sui flussi elettorali in conferenza stampa: “Credo che gli elettori hanno ritenuto tra le divisioni della sinistra e la vicenda degli impresentabili di rafforzare Cancelleri, pur di fermare Musumeci. Noi perdiamo il 7% Cancelleri guadagna l’8%”. Alla fine ha vinto Berlusconi.

a cura di Maria Parente

 

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