Rinvenute sostanze tossiche nei bicchieri di vetro: quali i rischi per la salute?

bicchiere-di-acqua-kangenI bicchieri e altri contenitori in vetro che utilizziamo per bere possono contenere piombo e cadmio – due sostanze altamente tossiche – in concentrazioni elevatissime, anche oltre mille volte superiori a quelle ritenute sicure. Lo ha determinato un team di ricerca dell’Università di Plymouth, Gran Bretagna, che ha condotto 197 analisi su smaltature e colori di 72 prodotti diversi, sia nuovi che usati. Fra essi, bicchieri da cucina di uso comune, bicchieri da trasporto – i cosiddetti tumblers -, boccali per la birra, brocche per vino e altre bevande. I prodotti con le concentrazioni più elevate di cadmio e piombo sono risultati essere quelli colorati e decorati, che espongono le minuscole particelle tossiche che inevitabilmente finiamo per ingerire quando beviamo.

La situazione è così drammatica che i ricercatori, coordinati dal professor Andrew Turner, già autore di altre importanti indagini sul piombo, ha sottolineato che l’industria della vetreria deve prendere immediatamente dei provvedimenti. I numeri emersi dall’indagine, del resto, sono davvero allarmanti. Sfruttando spettrometri a fluorescenza a raggi X (XRF), infatti, il cadmio e il piombo sono stati individuati nel 70 percento dei prodotti analizzati, e in alcuni casi le concentrazioni risultavano estremamente elevate, anche oltre mille volte la soglia di sicurezza. Per l’Ufficio statunitense per la salute e la valutazione dei rischi ambientali le concentrazioni ritenute sicure di piombo sono al massimo di 200 ppm (parti per milione), mentre per il cadmio si arriva 800 ppm; Turner e colleghi hanno tuttavia trovato anche 400.000 ppm per il primo e 700.000 ppm per il secondo. Valori shoccanti che rappresentano una serissima minaccia per la salute pubblica, in particolar modo per chi usa questi prodotti continuativamente, magari per anni.

Secondo gli studiosi a esporre le sostanze tossiche, legate ai procedimenti di lavorazione dei prodotti in vetro, sono soprattutto gli acidi, presenti ad esempio in alcune bevande zuccherate e nell’aceto. Per questa ragione è necessario intervenire tempestivamente affinché smalti basati su piombo e cadmio vengano esclusi dalla filiera produttiva. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science of The Total Environment.<L’intossicazione da piombo, che può essere acuta o cronica, provoca una serie di sintomi piuttosto ampia e variegata. Fra essi vi sono dolori addominali, nausea, vomito, diarrea, bassi livelli di emoglobina (anemia emolitica), compromissione della funzione epatica e altro ancora. Nel caso del vero e proprio avvelenamento da piombo, noto anche come saturnismo, possono svilupparsi edema cerebrale, aumento della pressione nel cervello, problemi renali e convulsioni, sino alle conseguenze fatali. Il saturnismo è associato anche a disturbi psichiatrici come la pazzia e la schizofrenia. L’esposizione infantile al piombo può avere effetti sull’intelligenza. L’avvelenamento da cadmio provoca invece cianosi, febbre, diarrea, tachicardia, edema polmonare e altri sintomi. In caso di esposizione cronica i rischi sono anemia, perdita della capacità di percepire gli odori, problemi renali e nei casi più gravi le conseguenze possono essere fatali.

a cura di Maria Parente

 

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