Parigi,si riparte dalla riapertura del Bataclan

Simbolicamente la riapertura c’è stata con il concerto di Sting il 12 novembre 2016, alla vigilia del primo anniversario degli attacchi che hanno colpito Parigi e lo Stade de France. Ma solo ora, a due anni dalla strage del 13 novembre che provocò 130 morti, il Bataclan ha terminato la sua convalescenza e ha ripreso vita ospitando vari artisti tra cui Francesco De Gregori, lo scorso 20 ottobre.”I mesi che hanno seguito la riapertura sono stati piuttosto difficili in termini di programmazione e gli spettacoli sono stati riproposti gradualmente”, ha spiegato Jules Frutos, co-direttore della storica “sala da spettacolo” di Parigi. “Abbiamo avuto un certo numero di rappresentazioni nel primo trimestre del 2017, ma sono state ben al di sotto di un primo trimestre tradizionale”, ha detto Frutos, aggiungendo che un evento “viene programmato sei, nove, dodici mesi prima”.Bataclan_theater,_Paris_3_April_2009

Mentre il Bataclan ha completato la sua ricostruzione quasi identica, con una capienza da 1.500 a 1.700 persone, la concorrenza, già forte con altre importanti sedi parigine come La Cigale, Olympia e Trianon, è cresciuta con la riapertura dell’Elysée Montmartre e la Salle Pleyel nel settembre del 2016. “L’offerta è più importante, il contesto economico è iper-teso. Ma questo è buono, ci obbliga a reagire”, dice Frutos, ammettendo che “la nostra preoccupazione era il pubblico”.Dal giorno della sua riapertura, la polizia staziona 24 ore su 24 nei pressi della sala. “Siamo tra i luoghi sensibili per i quali viene attivata una mobilitazione. Abbiamo parlato molto con gli agenti, in modo che il dispositivo di sicurezza sia meno visibile che all’inizio”, afferma Frutos.Quanto alla biglietteria, il ritorno alla normalità è confermato, dato che per il primo trimestre del 2018 sono in programma circa cinquanta spettacoli. Una buona media, secondo il manager per il quale “l’anno prossimo sembra piuttosto buono”. “Siamo in una fase che abbiamo tardato a trovare. D’ora in poi, affronteremo problemi normali, quelli che incontriamo nel lavoro quotidiano”.

a cura di Maria Parente

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