Ecco dove l’Italia prende il gas

Russia, Algeria, Libia. E poi Olanda e Norvegia. L’Italia dipende soprattutto da questi Paesi per il rifornimento di gas, che viene prodotto all’estero e poi importato tramite gasdotti internazionali o trasportato via mare in forma liquefatta come GNL e importato tramite terminali di rigassificazione. E mentre in queste ore cresce l’allarme per le possibili interruzioni che potrebbero verificarsi in seguito all’esplosione dell’impianto austriaco di Baumgarten an der March , principale snodo di distribuzione del gas naturale in Europa, Snam Rete Gas, la rete di trasporto nazionale ha assicurato che la sicurezza del sistema italiano è garantita dagli stoccaggi messi a disposizione. Come previsto in queste situazioni, inoltre, il Ministero dello Sviluppo Economico ha dichiarato lo stato di emergenza.La situazione è abbastanza delicata per l’Italia, visto che il sistema nazionale del gas è alimentato per circa l’80% da gas di importazione. Ma quali sono le principali vie del gas in Italia?

IL TAG – Attualmente, si legge sul sito del ministero per lo Sviluppo Economico, le infrastrutture di importazione in esercizio sono varie e si snodano in tutta Europa. Una delle più strategiche è il gasdotto TAG, (Trans Austria Gas) che dalla Russia trasporta gas naturale dal confine Slovacchia-Austria presso Baumgarten an der March fino a Arnoldstein nel sud dell’Austria, vicino al confine con l’Italia. Il gas naturale proveniente dalla Russia è trasportato e consumato in Italia e Austria. Il TAG ha una capacità di trasporto di 107 milioni di metri cubi/giorno.

IL GAS CHE VIENE DAL NORD – Altro gasdotto chiave è il TRANSITGAS (da 59 milioni di metri cubi/giorno), che è situato in Svizzera ed è lungo quasi 300 km. Da Wallbach si connette al gasdotto Trans Europa Naturgas Pipeline, e termina a Passo Gries, punto di interconnessione con la rete Snam Rete Gas. Inoltre è collegato anche con la rete francese di Gaz de France.

IL TTPC – Per le importazioni di gas naturale l’Italia può contare anche sul gasdotto TTPC (Trans Tunisian Pipeline Company) da 108 milioni di metri cubi/giorno che trasporta il gas di origine algerina verso l’Italia. Il gasdotto, si legge sul sito dell’Eni, è costituito da due linee da 48″, la prima operativa dal 1983 e la seconda dal 1994, che si sviluppano attraverso il territorio tunisino per circa 370 chilometri, dalla località di Oued es Saf-Saf, alla frontiera tra Tunisia ed Algeria, fino alle coste del Mar Mediterraneo, nella regione di Cap Bon, dove il gasdotto della TTPC si connette al gasdotto sottomarino della TMPC (Transmediterranean Pipeline Company).Il sistema comprende cinque stazioni di compressione situate a Feriana, nei pressi della frontiera algerina, Sbeitla, Sbikha, Korba e Cap Bon. Quest’ultima è dedicata alla spinta del gas naturale attraverso il gasdotto della TMPC fino all’Italia dove, a Mazara del Vallo in Sicilia, ha inizio il sistema di trasporto di Snam Rete Gas.

IL GASDOTTO LIBICO – Poi c’è il gasdotto GREENSTREAM da 46,7 milioni di metri cubi/giorno, lungo 520 km che collega la Libia con l’Italia e ancora il terminale di rigassificazione di Panigaglia della società GNL Italia con una capacità di rigassificazione di 13 milioni di metri cubi/giorno, il terminale di rigassificazione al largo di Rovigo della società Adriatic LNG da 26,4 milioni di metri cubi/giorno e il terminale di rigassificazione OLT al largo di Livorno in Toscana, della società OLT Offshore LNG Toscana, da 15 milioni di metri cubi/giorno.

IL TAP – Il gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) da 24,68 milioni di metri cubi/giorno, interconnector tra Grecia e Italia via Albania è in corso di realizzazione. La Trans adriatic pipeline si sta occupando della realizzazione di questo gasdotto di 4mila chilometri per importare il metano dall’Azerbaijan. L’infrastruttura energetica dovrebbe riversare nelle reti nazionali 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno pari al fabbisogno energetico di circa 7 milioni di famiglie, e che nei piani potrebbero crescere a 20 miliardi di metri cubi all’anno. Qualche mese fa il Tap è balzato agli onori della cronaca in seguito alle accese proteste e agli scontri a Lecce tra le forze dell’ordine e i manifestanti contrari alla realizzazione del gasdotto.

GLI ALTRI GASDOTTI – Tra i gasdotti autorizzati, infine, rientrano l’IGI Poseidon tra Grecia e Italia, della Società IGI-Poseidon, controllata da Edison e DEPA, da 26,4 milioni di metri cubi/giorno; il terminale di rigassificazione di Porto Empedocle in Sicilia della società Nuove Energie (ENEL) da 26,4 milioni di metri cubi/giorno; il terminale di rigassificazione di Gioia Tauro, in Calabria, della società LNG Medgas Terminal, da 39,6 milioni di metri cubi/giorno; il terminale di rigassificazione di Falconara Marittima nella Marche, della società Api Nova Energia, da 9,8 milioni di metri/giorno.Sono inoltre in corso i procedimenti per l’autorizzazione del gasdotto GALSI (Galsi S.p.A.) con una capacità di 26,4 milioni di metri cubi/giorno dall’Algeria alla Sardegna, per proseguire fino a Piombino; del terminale di rigassificazione di Zaule (Gas Natural International) da 26,4 milioni di metri cubi/giorno; il Terminale di Monfalcone (Smart Gas S.p.A.), da 2,2 milioni di metri cubi/giorno.

a cura di Maria Parente

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