Sergio Mattarella«Italia più solida su economia e banche»

Un messaggio di stabilità e di sostanziale rassicurazione sul nostro Paese e sulla prossima scadenza elettorale che, dal punto di vista del Colle, non giustifica allarmismi o timori che pure si avvertono soprattutto all’estero. Il ragionamento del Quirinale è che i fondamentali dell’economia – crescita, lavoro, debito e banche – sono stati messi su una strada di maggiore solidità e quindi anche le urne del 4 marzo possono essere affrontate in un clima di tranquillità, esattamente come accade ed è accaduto negli altri Paesi europei che pure hanno avuto problemi di governabilità dopo il voto. Insomma, l’obiettivo di Sergio Mattarella – parlando in occasione del consueto scambio di auguri con gli ambasciatori – è di smentire il cliché di un rischio-Italia, per dare invece la versione di un Paese che non ha sbandato né finanziariamente né politicamente. Ma che anzi ha migliorato le sue performance economiche, che ha tenuto una continuità a Palazzo Chigi, che la manterrà anche dopo le elezioni e perfino in caso di impasse.

Sergio Mattarella attends a meeting in Rome

E infatti comincia il suo discorso con la presentazione del bilancio “in attivo” dei dati macro-economici. Ma soprattutto si sofferma sul lavoro di rafforzamento fatto sulle banche proprio mentre nella Commissione d’inchesta viene messo sotto pressione il sistema e la vigilanza della Banca d’Italia. «Il lavoro compiuto nell’ambito del settore creditizio, contribuendo al rafforzamento di un settore strategico per lo sviluppo, è stato di sostegno all’apparato produttivo: il sistema delle imprese ha infatti registrato continui progressi anche sul fronte del commercio globale, segno di un’azione incisiva dell’intero sistema-Paese». Questa è la risposta di Sergio Mattarella nei giorni della bufera e in quelli che verranno visto che lunedì è prevista l’audizione del ministro Padoan e il giorno successivo di Ignazio Visco. Insomma, prima di quelle date offre il suo punto di vista – positivo – su una vicenda diventata strumento di lotta politica. Dunque, la fotografia che il capo dello Stato offre all’estero è quella di un Paese che si è rimesso in carreggiata su tanti fronti. «L’Italia ha consolidato il suo percorso di ripresa economica, con prospettiva di crescita positive, anche sul terreno dell’occupazione». Anche sul punto più spinoso, quello del debito che è il nostro tallone d’Achille, Sergio Mattarella si spinge ad anticipare alcune previsioni che sono sotto la lente di Bruxelles. «C’è l’avvio di un’inversione di tendenza nel rapporto tra debito e Pil che dovrebbe – finalmente – segnare alla fine di quest’anno una prima diminuzione. E poi proseguire nella stessa direzione nei prossimi anni». C’è chi, maliziosamente, ha voluto leggere in questi passaggi una nuova promozione al Governo Gentiloni che sta per avviarsi verso l’ordinaria amministrazione – lo scioglimento delle Camere è previsto tra il 27 e il 28 – ma che potrebbe anche restare in carica, come ha ipotizzato Berlusconi, se non ci fosse un vincitore dopo le urne di marzo. Malizie, appunto, visto che la continuità è un concetto che ieri Mattarella ha declinato sui temi di politica estera. A cominciare dal «multilateralismo», l’unico criterio secondo Mattarella con il quale si può essere in grado di risolvere le crisi più complesse ma che è anche l’antitesi del trumpismo. «Siamo convinti che soltanto un multilateralismo efficace possa gestire una realtà interconnessa». In questa chiave ricorda come di fronte alla minaccia nucleare, debbano valere come riferimento «le intese come quelle raggiunte con l’Iran». E che con questo spirito – quello del dialogo e degli accordi – «che l’Italia affronterà la presidenza dell’Osce nel 2018». Dunque un altro impegno internazionale per il prossimo anno che rimette sulla linea di dare stabilità dopo il voto. Così come vi sarà assoluta continuuità sul percorso europeista di cui ieri Mattarella ha voluto ricordare le ragioni per le quali «abbiamo imboccato senza esitazioni la strada delle limitazioni di sovranità». E proprio mentre il premier Gentiloni affrontava in Europa la difficile trattativa sull’immigrazione, Mattarella scandiva: «La riforma della politica comune dell’asilo è ormai indilazionabile». Prossimo appuntamento, e il piatto forte sarà la politica interna, martedì con gli auguri alle Alte cariche dello Stato.

a cura di Maria Parente

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