Vaccinazioni, malattie, stili di vita Giovani migranti a lezione di salute

Dalla prevenzione delle patologie trasmissibili, come le infezioni a trasmissione sessuale, all’utilità dei vaccini, dalle norme igieniche atte a contrastare i microbi a come difendersi dalle infezioni alimentari, fino ai rischi dell’abuso dell’alcol e delle nuove droghe. E poi: diritto alla salute della persona migrante in Italia, dove e come accedere ai servizi sanitari di prevenzione e cura. Sono alcuni dei temi che saranno oggetto del ciclo di incontri «Scienza senza frontiere» promosso dall’Istituto Superiore di Sanità su richiesta dei Centri di accoglienza straordinari (Cas) Codirossoni, Casilina 1 e Casilina 2 di Roma, con l’obiettivo di trasmettere ai giovani migranti informazioni utili sui temi della prevenzione e tutela della propria salute e di quella dell’intera collettività.

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Per i 19 ragazzi che parteciperanno ai seminari, la prima tappa è stata la visita al museo dell’Istituto, alla scoperta di un luogo testimone della storia della ricerca scientifica coi reperti utilizzati in passato per gli studi, come il primo microscopio elettronico e altri strumenti di laboratorio, e oggi anche percorso multisensoriale, innovativo e tecnologico, coi video che testimoniano l’impegno nella lotta alla malaria – uno dei motivi che portò alla fondazione dello stesso Istituto – o la creazione dell’impianto di penicillina, le immagini dei laboratori e delle persone che vi hanno lavorato lungo il corso degli anni, tra cui anche il premio nobel Rita Levi Montalcini, fino alla mostra temporanea dedicata alle vaccinazioni. «La scienza e la medicina non hanno frontiere — ha detto Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità, accogliendo i giovani migranti nel “Giardino d’inverno”, dove è situato il museo — . Non devono avere barriere perché servono a migliorare la vita di tutti».

Per circa due mesi, a partire da metà gennaio, gli ospiti dei Centri di accoglienza incontreranno gli esperti dell’Istituto che affronteranno con loro temi di salute e sanità e discuteranno di stili di vita salutari e prevenzione. Il ciclo di incontri è stato organizzato in collaborazione con gli insegnanti di italiano dei centri di accoglienza. «I migranti, che hanno tra i 18 e i 30 anni, alcuni laureati, provengono da Costa d’Avorio, Nigeria, Gambia e altri stati dell’Africa occidentale, sono tutti richiedenti asilo politico e, in attesa che venga loro riconosciuto, sono ospiti dei Cas — riferisce Alessandra Francioni, una delle insegnanti della scuola di italiano — . I seminari sono un’occasione per veicolare temi importanti per la prevenzione delle malattie e fare scelte giuste per la propria salute»

a cura di Maria Parente

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