Gli eventi che potrebbero creare problemi all’economia nel 2018

C’è chi dice che per l’economia mondiale il peggio sia ormai alle spalle e che il 2018 possa essere un anno positivo, con un tasso di crescita che nelle economie avanzate dovrebbe essere il più alto da dieci anni a questa parte. Eppure, c’è chi crede sia meglio evitare di eccedere con l’ottimismo, perché lo scenario potrebbe essere modificato radicalmente da alcuni eventi capaci di minare le prospettive di crescita globali. Li descrive il rapporto appena pubblicato dal Frontier Strategy Group, un think tank che raggruppa oltre duecento grandi multinazionali.

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Corea del Nord

Il primo è l’ipotesi, allo stato attuale ancora (e fortunatamente) improbabile, di un conflitto in Corea del Nord. Se le intemperanze di Kim Jong-un dovessero portare a una guerra, anche con armi convenzionali, il rischio è che l’economia della Corea del Sud crolli. Seul, ormai, conta per il 2% dell’economia mondiale e può vantare una leadership in molti settori chiave, a partire da quello della telefonia mobile grazie alla multinazionale Samsung. Con una Corea in crisi, a farne le spese sarebbero anche i suoi partner commerciali vicini e lontani.

Economia cinese

Un’altra grande variabile è quella sul successo del percorso di ammodernamento dell’economia cinese, con Pechino che punta a consolidare il percorso di crescita del Paese mettendo in ordine il proprio sistema bancario. Le avvisaglie di una possibile crisi ci sono (a maggio le agenzie di rating avevano declassato la Cina) e la svolta riformatrice dovrà essere efficace pena una crisi del colosso orientale che avrebbe effetti enormi.

Il contrasto Usa-Cina

Sempre da Pechino potrebbe arrivare un’altra fonte di instabilità. Il Presidente americano Donald Trump, infatti, ha più volte minacciato di voler ricorrere a misure protezionistiche anti-cinesi, specie qualora non ottenga concessioni in campo valutario. Una guerra commerciale sarebbe dannosa per entrambi i contendenti (e per il resto del mondo), ma non è uno scenario impossibile.

L’incognita Nafta

Un’altra mossa più volte ventilata da Donald Trump è l’uscita dall’accordo commerciale Nafta, che lega gli Stati Uniti al Canada e al Messico. L’inquilino della Casa Bianca ha da sempre dichiarato la propria insoddisfazione per gli effetti delle liberalizzazionicontenute nell’accordo, che risale al 1994, e potrebbe denunciarlo. Gli effetti sarebbero pesanti per tutti e tre i partecipanti e non solo.

Europa e populismo

Infine, problemi potrebbero arrivare dal Vecchio Continente. L’Unione Europea è stata capace di assorbire la crisi dei migranti e la Brexit e la sua struttura sembra perciò capace di reggere qualsiasi impatto. Ma cosa potrebbe succedere se fosse proprio l’architettura europea ad essere lessa in discussione? Per il Front Strategy group, il rischio maggior arriva proprio dal nostro Paese, dove le elezioni potrebbero premiare il populismo.

a cura di Maria Parente

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