Corea: sanzioni marittime al Nord dal Gruppo di Vancouver

Un’inedita coalition of willings diretta da Stati Uniti e Canada metterà in atto misure di interdizione marittima, impropriamente definite  blocco navale, per costringere la Corea del Nord ad abbandonare il suo programma nucleare. L’iniziativa rappresenta una forma di applicazione sui generis del regime sanzionatorio contro Pyongyang decretato da varie risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Rilevanti sono anche i contenuti politici: un obiettivo è dissuadere la Russia dal sostenere il regime di Kim Jong-un con rifornimenti energetici via mare.

RIAN_01190433.LR.ru

Gruppo di Vancouver
La riunione ministeriale di Vancouver del 16 gennaio scorso può ritenersi una brillante iniziativa diplomatica. Ad essere convocato è stato un gruppo di 18 Paesi i quali, a suo tempo, durante la Guerra di Corea del 1950-’53, si erano schierati a fianco degli Stati Uniti contro Russia e Cina.Con l’Italia, Australia, Danimarca, Francia, Giappone, Gran Bretagna, Norvegia,  Olanda, Svezia e Turchia si sono così associate a Belgio, Corea del Sud, Filippine, Grecia, India, Thailandia nell’impegnarsi ad ostacolare l’escalation militare della Corea del Nord resa evidente dai  recenti lanci di missili balistici.

Interdizione marittima
Molte risoluzioni Onu come la 2397 (2017) – una delle dieci sinora dedicate alla situazione delle Penisola coreana – stabiliscono già il divieto di trasporto via mare di beni di Pyongyang: carbone e tessile in esportazione, materiali strategici in importazione, in particolare idrocarburi. La loro applicazione è però lasciata alla volontà degli Stati membri, nell’ambito della giurisdizione sulle navi di bandiera e su quelle straniere  in sosta/transito nelle acque territoriali.Gli Stati Uniti avevano proposto, lo scorso novembre, una risoluzione coercitiva autorizzante il ricorso in alto mare a “tutti i mezzi necessari”, compreso il fermo e l’abbordaggio di navi straniere trasportanti carichi vietati. In questo modo si sarebbe realizzato un vero embargo navale, come venne fatto verso l’Iraq, l’ex Iugoslavia o la Libia. Ma il veto di Russia e Cina lo ha impedito.Di qui, la scelta di applicare misure conformi  alle  norme vigenti, che rafforzino il controllo sul rispetto dei divieti in atto e che siano un deterrente verso tentativi di aggirarli. In sostanza, l’obiettivo sarà quello di monitorare eventuali trasbordi in alto mare di beni vietati (sembra che la Russia abbia già consegnato in questo modo carichi di petrolio) impedendone e prevenendone l’esecuzione.

Impegni internazionali
Ritorna sulla scena, dopo essere stato ipotizzata nel 2003 dall’Amministrazione Bush, l’opzione del blocco navale della  Corea del Nord. Il termine blocco, di stampo giornalistico, è però quanto mai improprio e fuorviante, in quanto non si tratta di un provvedimento di stampo  militare bellico (si pensi al blocco di Aden della coalizione a guida saudita), ma di misure preventive. Altro è anche la Quarantena Marittima statunitense attorno a Cuba del 1962 che dissuase l’Unione Sovietica dall’installare missili balistici sull’isola.Molto più semplicemente siamo di fronte all’iniziativa di un gruppo di Paesi intenzionati ad applicare al meglio, in mare,  le risoluzioni Onu contro il programma nucleare di Kim Jong-un, tenendo anche conto degli impegni internazionali contro le armi di distruzione di massa (Wmd) da essi assunti.Il Canada e gli Stati Uniti  hanno  già ampiamente dimostrato la volontà di adempiere tali impegni come sostenitori della Proliferation Security Initiative (Psi) lanciata nel 2003. Ma anche l’Italia, aderendo al ‘Vancouver Group’, prova la sua coerenza nella lotta alla proliferazione delle Wmd, rimarcando nel contempo la sua attenzione per le questioni strategico-marittime.Il Giappone, infine, fa un ulteriore passo avanti nell’affermare, forte della sua rinnovata componente navale,  il  ruolo di garante, anche in funzione anti-cinese, della stabilità della Penisola coreana e dei mari adiacenti.

a cura di Maria Parente

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: