“Salute, direzione Nord”, sostenibilità dei costi sanitari e nuove tecnologie

giulio-gallera-300x225Le sfide poste dalle nuove tecnologie, l’ondata di nuovi farmaci presto sul mercato e una popolazione che invecchia ponendo in maniera urgente la questione sostenibilità dei costi sanitari. Il tutto, nel contesto della riforma sanitaria appena varata da Regione Lombardia. Di questo e altro si è parlato durante “Salute, direzione Nord”, martedì 30 gennaio alla Fondazione Stelline in un’intera giornata dedicata al sistema sanitario regionale lombardo come modello possibile per l’Italia. Durante la kermesse – organizzata da “Italia, direzione Nord”, Associazione Amici delle Stelline, Osservatorio metropolitano di Milano, WikiMilano e Inrete – si sono alternate le voci della politica a quelle degli addetti ai lavori, dirigenti, medici e personale sanitario, rappresentanti di categoria e aziende del settore quali Accura, Federfarma e Anylam, ed esponenti del volontariato, come Fondazione Giancarlo Quarta onlus e Associazione Diabetici Provincia di Milano.
Tra gli interventi di maggiore rilievo, quello dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera che ha parlato del caso di Ema: “Il problema originario – ha commentato Gallera – è che non siamo stati capaci di far capire quanto fosse vantaggiosa la nostra proposta. Ed Amsterdam è risultata scelta per via di una non capacità del Governo”. Quello di fare ricorso per l’assegnazione della sede di Ema “mi sembra piu’ un tentativo politico che non reale, perche’ la scelta non e’ appellabile a nessun organo di giudizio”, ha aggiunto Gallera. “Ancora una volta l’inadeguatezza del governo di centrosinistra emerge con tutta la sua forza e con l’evidenza dei danni che ha creato alla nostra citta’ e alla nostra Regione”. “Aumenta l’amarezza perche’ l’abbiamo sempre sostenuto che avevamo il dossier migliore, avevamo tutte le condizioni e il Pirellone pronto in pochissime settimane”. Con Gallera si è quindi parlato della riforma sanitaria, in particolare per quanto riguarda il tema della cronicità: “La cronicità ha dei bisogni ai quali nessun sistema regionale è riuscito finora a dare risposte di qualità. Il nostro modello vuole che non si lasci più solo nessun paziente nel gestire le proprie difficoltà. Il tema è proprio quello di aiutarlo a gestire le sue criticità. E noi intendiamo proporre ai medici di medicina generale di essere protagonisti della gestione, accompagnando il paziente. Vero, chiediamo loro di fare qualcosa di più e stiamo incontrando alcune resistenze che sono fisiologiche. Ma la nostra proposta è avanzata con le corrispettive risorse”.

 

a cura di Maria Parente

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