Banche, facciamogli causa… e sparivano i soldi

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Tuttavia, come spesso accade specie per chi ha sottoscritto forse incautamente certe obbligazioni, non c’era proprio nulla da rifondare e la causa intentata si rivelava un bluff ben congegnato: per cui gli avvocati si facevano dare in anticipo i soldi –  le spese per le pratiche e i contributi unificati, cifre variabili da 1.000 a 12.000 – e poi sparivano. Iscrizioni a ruolo mai avvenute, ricorsi fantasma, remissione dell’incarico: il cliente/consumatore era beffato la seconda volta, ammesso che la prima non fosse un’allucinazione spacciata per realtà da abili ed interessati manipolatori.Ovviamente le false consulenze per rimborsi inesigibili avevano un ampio spettro di applicazione: contenziosi sui mutui, difficoltà per rientrare da un prestito, ricorsi su cartelle esattoriali, denunce contro le banche per usura e anatocismo (l’interesse sugli interessi): finora risultano solo una quindicina di vittime, ma i carabinieri sospettano un bacino d’utenza più ampio, e infatti invitano chiunque possa esserne coinvolto a sporgere denuncia.

a cura di Alessandra D’Agostino

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