L’economia responsabile un tema centrale anche nel dopo-elezioni

formule-matematica-numeri-economia-fotolia-ksE--835x437@IlSole24Ore-WebDobbiamo accelerare la rivoluzione positiva. La gravità dei danni causati dall’effetto serra e l’aumento delle disuguaglianze lo esigono». Il messaggio che l’economista Jacques Attali ha lanciato ieri dalle pagine dell’inserto Buone Notizie merita di non cadere nel vuoto. Sono ormai molte le scuole economiche e di pensiero nate per proporre modelli alternativi, dove la legge non è (solo) quella del profitto e dove si cercano ricette per costruire e diffondere un mercato sostenibile. In Italia, abbiamo l’economia del bene comune di cui è da sempre sostenitore il professor Stefano Zamagni, l’economia civile e della felicità raccontata fra gli altri dal professor Leonardo Becchetti, la scuola delle generatività e gli esempi di finanza etica e di responsabilità sociale di impresa.

Ma tanto lavoro fatto finora davvero ancora non basta. Attali sta raccogliendo proposte dal basso per arrivare a formularne una da sottoporre al prossimo G20 e anche in Italia è giusto chiedersi quali cose possano aiutare questo processo di trasformazione collettiva. La riforma del Terzo settore ha avuto come pregio quello di introdurre un nuovo concetto di impresa sociale, utile per togliere questi mondi dall’angolo dell’assistenzialismo proponendo la chiave della sussidiarietà, ma bisogna vigilare affinché non uno dei buoni propositi della legge vada perduto con gli scossoni del post-elezioni. I mercati finanziari devono sempre più premiare le politiche responsabili verso l’ambiente incentivando così le aziende a rivedere i propri modelli di business. Il tema dell’economia circolare dovrebbe diventare centrale nelle agende di chi governa. Qualche segnale positivo si vede: se il ministro Carlo Calenda sulla vicenda Embraco denuncia il dumping socio-ambientale, viene da augurarsi che questo nuovo modo di intendere l’economia, facendo attenzione alle persone e all’ambiente e non unicamente al profitto, possa rapidamente diventare nuova bussola anche per chi governa.

a cura di Vincenzo Catapano

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