Pescara, Neri trovato seduto nell’acqua e con un cappuccio in testa

ROMA – L’ipotesi più accreditata è che sulla sponda di quel torrente ce lo abbiano portato i suoi assassini. Seduto, con le gambe in acque, il cappuccio della felpa sulla testa. Lo hanno trovato così ieri pomeriggio il corpo di Alessandro Neri, 29 anni, il giovane scomparso da casa sua a Pescara lunedi. Ucciso con un colpo di pistola al torace, è il primo verdetto del medico legale Cristian D’Ovidioche domani eseguirà l’autopsia per accertare i tempi della morte del ragazzo.
Alessandro appartiene ad una famiglia di noti imprenditori vinicoli. Anche lui, insieme ai tre fratelli, lavorava nel feudo di Santa Maria d’Orni di proprietà del nonno materno Gaetano Lamaletto, tornato in Abruzzo a produrre vini di alta qualità dopo 40 anni passati da emigrante in Venezuela. La cantina di famiglia, su cinque livelli, incastonata nella roccia con 50 ettari di vigneti quasi tutti di Montepulciano, è molto nota.alessandro-neri

Ieri, dopo che il telefonino del giovane era stato localizzato in quella zona, sono stati i cani molecolari a ritrovare il corpo di Alessandro Neri, Oggi, la mamma Laura Lamaletto disperata affida il suo grido di dolore e un appello a Facebook: ” Ale ti hanno ucciso, Ale con un colpo di pistola… A chi lo ha premuto il grilletto domando: hai una mamma?”. E poi: “Non siate tristi per la morte di mio figlio. Aiutatemi a trovare l’assassino”. “Maledetto killer, non avrai scampo, è cominciata la caccia”.
Proprio sui social, quando del ragazzo si era persa ogni traccia, la madre aveva lanciato numerosi appelli, generando un tam tam tra amici, conoscenti e utenti della rete. Ieri pomeriggio, sempre su Facebook, la donna ha comunicato a tutti la morte del figlio: “Ale non c’è più”, aveva scritto, tra commenti di cordoglio e di vicinanza da parte degli utenti.

“Perchè mai avrebbe dovuto arrivare fin quaggiù?”, è stato il commento unanime di tutti gli amici accorsi sulla sponda del torrente a Fosso Vallelunga, periferia di Pescara dove il cadavere di Alessandro Neri è stato ritrovato grazie alla localizzazione del suo telefono cellulare.
Un omicidio che, al momento, resta un rompicapo assoluto per gli investigatori dei carabinieri che attendono elementi utili anche dai rilievi del Ris di Roma alla ricerca di ogni traccia utile per ricostruire la scena del delitto e gli ultimi movimenti a bordo della Fiat 500 rossa con la quale il giovane si era allontanato lunedi pomeriggio dalla sua casa di via Londra a Spoltore, dove viveva con la sua famiglia.

L’auto è stata trovata mercoledi parcheggiata in centro a Pescara, a più di sei chilometri di distanza dal luogo in cui è stato trovato il corpo senza vita di Alessandro. Dalle telecamere della zona (anche se alcune sembra non fossero funzionanti) si attendono elementi utili per appurare da chi e quando la macchina del giovane è stata parcheggiata in quel posto. Sembra che il portafogli del giovane non sia stato ancora ritrovato. Al momento le indagini dei carabinieri non escludono alcuna pista. Alessandro Neri era un giovane senza alcun precedente né amicizia pericolosa e la sua è una famiglia della Pescara-bene. Nulla nella sua vita che possa lasciare anche solo immaginare una fine violenta.

 a cura di Maria Parente
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