Il tacco di Immobile: gol alla Ibra o alla Mancini?

Il capocannoniere della Serie A (24 reti in 25 presenze) ha colpito ancora. A Cagliari lo ha fatto con un gol di tacco che ha evitato la sconfitta della Lazio a trenta secondi dalla fine dei 5 minuti di recupero assegnati dall’arbitro Guida. Ma a quale categoria di tacchi si ascrive questa perla?831094468

Ciro entra nel club.Il club dei goleador di tacco è un circolo di nicchia, non è da tutti il privilegio di entrarne a far parte. Iscriversi nella maniera adottata da Ciro Immobile, al quinto minuto di recupero di Cagliari-Lazio, con un gol che evita la sconfitta alla sua squadra, è senz’altro un’ottima pensata. Ma a quale categoria di gol di tacco possiamo associare il colpo del numero 9 biancoceleste?
Facciamo un breve ripasso: come detto, i gol di tacco non sono tutti uguali, nonostante a monte ci sia sempre la pensata geniale, risolutiva. Ce ne sono di storici, di esaltanti, di totalmente folli: quello di Ciro Immobile potrebbe essere inserito anche in tre delle cinque categorie che seguono.

TACCO CLASSICO.Quello alla Bettega, per intenderci. Si lascia scorrere la palla tra le gambe e poi la si indirizza deviandola in porta con il tacco, quando questa è passata. Dopo l’attaccante bianconero, che segnò così una storica rete al Milan, l’hanno rispolverato e reso celebre soprattutto Hernan Crespo e Ivan Zamorano. Alla scuola sudamericana, maestra in questa specialità, si aggiungono anche l’Adriano del Parma (contro il Milan) e, più di recente, anche Palacio (in un derby, anche lui dunque ai rossoneri) e Cavani (in Psg-Caen). In questa categoria anche Alessandro Del Piero, con la splendida ma inutile rete al Borussia Dortmund in finale di Champions 1997, sul cross teso di Boksic.

TACCO ACROBATICO.Più recentemente ci si è sbizzarriti, coniugando calcio e arti marziali. Zlatan Ibrahimovic in particolare ha fatto vorticare le sue leve a due metri da terra in più di un’occasione, e una in particolare ce la ricordiamo benissimo: Svezia-Italia a Euro2004, quando andò ad arpionare un pallone sopra alla testa di tutti e di spalle lo spedì sotto l’incrocio dei pali. Sempre Ibra ha colpito quando giocava nell’Inter (contro il Bologna) e splendidamente in un Psg-Bastia, con uno scorpione da applausi frutto della sua passione per il kung-fu. Lo svedese protagonista, ma stavolta nei panni dell’assist-man, anche in occasione del gol di Mkhitaryan in Manchester United-Sunderland: cross teso ma un po’ arretrato, l’armeno si tuffa in avanti e in acrobazia riesce a deviare in gol. È il gol più bello della settimana, visto che solo pochi giorni dopo viene “cancellato” dalla magia di Giroud in Arsenal-Crystal Palace. Anche nel suo caso, quando il cross arriva dalle sue parti lui è già avanti con il busto: lasciarsi cadere e colpire di tacco è l’unica folle ma geniale soluzione.

TACCO CREATIVO.Premiamo due capolavori, entrambi firmati nel nostro campionato. A distinguerli da tutti gli altri, il fatto che siano unici, ognuno nel proprio genere: perle rare che ammireremmo senza soluzione di continuità. Il primo è quello di Amantino Mancini nel derby del 9 novembre 2003: Cassano batte una punizione dal versante destro dell’area con palla a mezza altezza, il brasiliano taglia davanti a tutti e, mentre è in volo, devia con il tacco “di Dio”. Ne avete mai più rivisto uno simile? Idem per Jeremy Menez, che in un pazzo Parma-Milan finito 4-5 mette a segno il gol più folle: il modo in cui, sulla linea di fondo, aggira il portiere (palla da una parte, lui corre dall’altra) è già una delizia, poi però, una volta raggiunto il pallone, è troppo tardi per girarsi e calciarlo: non resta che… “scalciarlo”.

TACCO DI SPALLE.Spalle rivolte perfettamente alla porta, occhi sulla nuca e un colpo secco, da biliardo, con il tallone. Appartiene a questa categoria il “tacco di Allah” di Madjer, che così segnò nella finale di Coppa dei Campioni del 1987, pareggiando il gol del Bayern Monaco e avviando la rimonta del suo Porto, che poi vinse 2-1. Geniale scalciata in retromarcia anche quella di Cristiano Ronaldo contro il Rayo Vallecano, in un match del febbraio 2012, quando sugli sviluppi di un angolo si trova a dover “rincorrere” un pallone che si sta allontanando dalla porta: una volta raggiunto, l’idea illuminante del tacco, da cui i difensori imparano che con CR7 non si può star tranquilli nemmeno quando sembra inoffensivo. Coefficiente di difficoltà superiore nel caso di Leon Goretzka che con la maglia della Germania segna spalle alla porta dell’Azerbaigian: lui, di tacco, riesce persino ad alzare il pallone, spedendolo sotto l’incrocio dei pali.

a cura di Carmine Cilvini

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